Archive for the 'Sport' CategoryPage 2 of 3

Solo la Lazio


Adesso che tutti i pezzenti che in questi anni hanno girato intorno alla grande SAMB sono riusciti ad affondarla (penso anche a quell’asino ascolano del sindaco di San Benedetto, bisognerebbe prenderlo a calci…) non mi rimane che guardare l’altra grande:

Forza Lazzio

Guardiamoci questo video dedicato al macedone

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Pugilato che sport!

Nel 1825 si svolse il primo incontro di pugilato, tra un campione britannico, Sayer, e un campione americano, Heenan. Finì dopo 42 riprese con un’invasione di campo da parte della folla, la fuga dell’arbitro e un verdetto di parità che calmò parzialmente gli animi degli spettatori. L’ambiente delle scommesse avvelenava progressivamente il pugilato e i verdetti risentivano della mancanza di regole certe cui gli arbitri potessero rifarsi. Furono quindi scritte regole, per merito soprattutto del marchese di Queensberry, che aprirono la porta al pugilato moderno. Venivano introdotte tre categorie di pesi (massimi, medi e leggeri); veniva stabilito il conteggio dei 10 secondi per il KO e l’obbligo per l’atro pugile di allontanarsi senza colpire il pugile caduto, anche se questo aveva solo un ginocchio a terra. Erano obbligatori guanti nuovi. La durata delle riprese era fissata in 3 minuti, con un intervallo di 1 minuto; rimaneva fluttuante il numero delle riprese che veniva lasciato alla contrattazione tra i pugili. Tuttavia, era facoltà dell’arbitro prolungare l’incontro sino a che non fosse manifesta l’inferiorità di uno dei due contendenti. Rimaneva quindi il concetto che il perdente era colui che soccombeva, soluzione quindi molto prossima a quella del KO.

Bisogna arrivare ai primi del 1900 per la creazione di altre categorie (medio-leggeri, piuma, gallo, mosca e medio-massimi) e per limitare la durata degli incontri: 20 riprese, 15 per gli incontri validi per titoli europei e mondiali, 12 per titoli nazionali. Limitando la durata dell’incontro, si imponeva la necessità di individuare criteri per la vittoria ai punti.

Intanto, anche se gli impegni e lo stress non mi danno tregua (guarda i ritardi del caro Stefano Mainardi nella fine lavori dello store Offique ), ho rimesso piede in palestra, dopo vari mesi… La passione per il pugilato va oltre ogni problema :)

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Lazio campione!

Che goal! Zaaraaaateeeeeeeeeee!

Mai banali, distinti dalla massa. Sempre in prima fila!

E’ una storia vera, genuina, limpida e dimostrabile….. E’ LA LAZIO!

Avanti LAZIO!

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Battesimo del mare – atollo di Mnemba

Carlo, devo ringraziare te per il nostro “battesimo del mare“, nei fantastici fondali dell’esclusivo, minuscolo e privato atollo di Mnemba (l’accesso è limitato agli ospiti del lodge), circondato da una barriera corallina che ospita una vita marina molto varia. Dista solo due chilometri dalle coste di Zanzibar, ma sembra appartenere a un altro pianeta.

Che vi siete persi! Le magie dell’Oceano Indiano, con infinite gradazioni d’azzurro, turchese, celeste e blu.

Prima lo snorkeling,  poi l’immersione per circa mezz’ora, fino a 12 metri :)

L’atollo di Mnemba (ci vengono anche le barche dei diving di Matemwe), offre reef di ogni tipo e una visibilità fino a 30 metri. Abbiamo incontrano murene (bellissima la murena maculata), cernie, razze, tartarughe, aragoste, pesci pagliaccio e 2 possenti napolaeoni (Carlo, ti sei cagato addosso, ricordi?).

Che dire del pranzo selvaggio a base di polipi, aragoste e cicale… e la cena al pontile ;)

Vi mostro alcuni altri video girati durante la settimana in Africa.

I bambini zanzibarini sempre col sorriso… e la gara delle caramelle (poi dei quaderni)…

Indimenticabile Zanzibar

La capitale Stone town e il mercato delle spezie… poi odore “forte” al mercato del pesce :)

A presto Africa!

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Calcio spettacolo in Tanzania

Ragazzi, che vi siete persi!

A Zanzibar si è svolto il prestigioso torneo “Villaggi Bravo” che vedeva impegnate le selezioni Italiane e Zanzibarine (beach boys e Masai).

Nessuna chance per le formazioni locali, i beach boys storditi all’esordio per 4-3, successivamente in finale i guerrieri Masai sono stati battuti con un secco 5-2. Tra i migliori il portierone Carlo (veramente fantastico), il leone Angelo (un muro in difesa) e la centravanti di sfondamento Mercedes (2 goals capolavoro).

Vi mostro alcune foto gentilmente offerte dalla Gazzetta dello sport ;)

Dopo la coppa di Tanzania, si profila un torneo ancor più arduo nel prossimo settembre 2009: la coppa Malindi in Kenya. Riusciranno i nostri campioni ad avere la meglio contro le gazzelle africane?

Prossimamente su questo schermo :)

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Attenzione alle valanghe…

… a Prati di Tivo c’è stato un allarme valanghe domenica primo marzo :)

poi è rientrato ;)

Luigi alla prima uscita ha superato la sua mamma sullo snowboard… la quale ha avuto subito un guizzo di amor proprio e… guardate come scende!

Domenica prossima facciamo il bis! Chi si aggrega?

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Le prime regole della nobile arte della difesa

…solo nel 1719 vediamo nascere a Londra una scuola moderna di pugilato. Nello stesso anno un certo James Figg si autodichiarò campione di boxe avendo vinto 15 combattimenti e non trovando nessun avversario che avesse il coraggio di sfidarlo. Figg aveva un corpo di atleta, era alto 1.84 cm e pesava 84 kg. Al tempo non si parlava di boxe ma di “nobile arte della difesa”. Naturalmente, oltre al sapersi difendere, a scuola si imparava anche come far valere i propri diritti, i quali erano meglio difesi dopo abbondanti mescite di birra e gin. Non esistevano regole di combattimento e i pugilatori lottavano a mani nude.
Il successore sul trono di Figg, certo Jack Broughton, propose nel 1743 un codice di regole che includevano: l’identificazione di un ring delimitato da corde, la presenza di due secondi che potessero assistere il pugilatore, l’identificazione di un arbitro per il giudizio e di un altro arbitro che controllasse il tempo. Inoltre venivano indicati i colpi vietati e cioè: colpi portati con la testa, coi piedi e le ginocchia e i colpi sotto la cintura. Era inoltre prevista la sospensione dell’incontro per 30 secondi quando uno o entrambi i pugilatori erano a terra; trascorsi i 30 secondi si contavano 8 secondi: chi non era in grado di riprendere era sconfitto. Non vi era però limite alla durata dei combattimenti. Era inoltre regola che si facessero scommesse e gli stessi pugilatori scommettevano su se stessi.
Famoso il caso di Johnson Jackling che, forte della sua superiorità, nella seconda metà del 1700 si arricchì grandemente puntando sempre su se stesso. Morì però in povertà, dopo aver suscitato entusiasmi enormi e sperperato la sua fortuna. Vediamoci adesso un po’ “movimento”…

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Sabato jogging

Mmm… è sabato mattina. Bambini a scuola… bel sole… Un po’ di corsa e di ginnastica in pineta per “risvegliare” la muscolatura? Certo che si.

Che dire. Pensavo peggio. Il fisico ancora regge.

A Raffaella sembrano giovare anche le indicazioni del prof. Giorgini.

Poi tutti al “ristorante” di nonna Carina.

Ci vediamo tutti sabato mattina al percorso vita del lungomare.

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Fisiologia del pugilato…

Dopo il post di qualche settimana fa sulle origini della boxe, dal punto di vista fisiologico è interessante capire la divisione in categorie: la forza è una componente essenziale nel confronto. Tuttavia è necessario richiamare il concetto di “quantità di moto“:

quantità di moto = massa x velocità

Maggiore la quantità di moto più devastante è il pugno. La quantità di moto aumenta con la massa del pugno ma anche con la velocità con cui viene sferrato, la velocità, a sua volta, dipende dall’accelerazione impressa al pugno.

Richiamando la relazione fondamentale della dinamica F= M x a (forza uguale a massa per accelerazione) si può scrivere che a = F / M.  La massa (M) aumenta con il volume ed è quindi proporzionale al cubo della dimensione lineare (L3). Dal punto di vista fisiologico, la forza estrinsecata da un muscolo è proporzionale alla sua sezione, quindi la forza è proporzionale al quadrato di una lunghezza lineare (L2); pertanto si può considerare l’accelerazione (a) come proporzionale a L2 / L3, cioè 1/L.

In pratica, maggiore è la taglia, maggior difficoltà ha il soggetto ad accelerare il suo corpo o parti del suo corpo. Nell’ambito della stessa categoria la maggior massa conferisce maggior forza a scapito della velocità di esecuzione del movimento.
Tra una categoria superiore ed una inferiore il vantaggio legato alla maggior forza (che aumenta in proporzione alla sezione muscolare) è molto maggiore dello svantaggio legato alla limitazione dell’accelerazione e quindi della velocità di esecuzione
.  Sul piano puramente fisiologico, la boxe richiede al contempo forza, agilità e coordinazione neuromuscolare per la precisione e il tempismo nel portare i colpi. Si tratta di un difficile compromesso se si considera che l’esecuzione di un gesto è più precisa se la forza sviluppata è bassa . E’ comune osservazione infatti che i colpi potenti sono spesso imprecisi, mentre i colpi precisi possono essere troppo deboli.
Sul piano psichico la boxe richiede un perfetto equilibrio per la valutazione della strategia di combattimento la quale dipende dalle caratteristiche individuali e dell’avversario. La decisione sul dispendio delle energie deve essere estremamente oculata . E’ certo che sul piano sportivo vi sono pugili che sfruttano con monotonia la loro potenza devastante, mentre altri sono maestri nella tecnica e nella strategia di combattimento.

… spero di non avervi annoiati. Intanto approfitto del lungo periodo di inattività (dopo tre mesi e mezzo di lavoro ininterrotto in ufficio – da agosto… domeniche comprese – un po’ di attività fisica ci voleva) per riprendere lentamente la “preparazione” (come la chiama Lallo) nella palestra di pugilato del palazzetto “B. Speca” (dopo quasi 6 mesi).

Non c’è niente da fare, la boxe è lo sport più bello.

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L’aquilotto laziale…

Quelli che il calcio… te lo danno in bocca!

… grande Lazio! Zarate-Diakitè-Ledesma rimontano un 3-0 all’udinese in venticinque minuti: che orgoglio.

Appena 10 giorni fa l’eliminazione del Milan a San Siro con Zarate-Pandev…

E domenica battiamo il Palermo… (Manuè ricordati la maglia di Pandev o Rocchi)

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