Monthly Archive for novembre, 2009

Pugilato

Mike Tyson – all’anagrafe Michael Gerard Tyson.

Chiunque pensi che Mike non sappia boxare o non avesse tecnica probabilmente non ha mai messo piede in una palestra, voglio dire… Cus gli insegnò ogni trucchetto possibile, poteva schivare con il busto, mandarti a vuoto, era il paradigma dello swarmer, un maestro nell’arte della combinazione ‘gancio al corpo-montante’, implacabile nelle serie al corpo, una versione raffinata dei vecchi Dempsey e Frazier.

Emmanuel Steward

Peccato che il video sia graficamente di scarsa qualità… :)

Potenza e velocità, due qualità di rado riscontrabili contemporaneamente in un pugile peso massimo, ne hanno decretato l’indiscutibile successo professionale e di pubblico.

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Zanzibar… che musica

Il nome Zanzibar (زنگبار) deriva molto probabilmente dal persiano Zang-i bar (”Terra dei neri”). Basato solo sull’assonanza è il riferimento allo zenzero (in arabo zanjabīl), una delle spezie prodotte nell’arcipelago.
Un arcipelago situato nell’Oceano Indiano, 25-50 km al largo della costa della Tanzania. Il nome “Zanzibar” viene spesso usato per riferirsi alla principale isola dell’arcipelago, detta anche Unguja (800.000 abitanti, 1.554 km² di superficie).

Chi ci è stato (come me :D ) può avere solo degli ottimi ricordi…

Fra un po’ si riparte… :)

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Totò e Peppino a Milano

Oltre alla celebre lettera strampalata che ho postato qualche settimana fa, un’altra scena ormai famosissima è quella che si svolge in Piazza del Duomo con un vigile urbano a cui Totò e Peppino provano a chiedere informazioni per trovare il teatro dove si esibisce la “malafemmena“, ricavando soltanto incomprensione.

Ecco la famosa gag “Bittescèn, noyo volevàn savuàr l’indiriss… ja?” :D

Lo stesso vigile non riconosce la loro provenienza (”ma dove venite, voi? dalla Val Brembana?”).

L’espressione tedesca “bitte schön” (mi scusi); il pronome spagnolo “noyo” (misto di “noy” e “yo”, “noi” e “io”), un tentativo di verbo al francese (che invece richiama il termine culinario “vol-au-vent”), il verbo francese “savoir” (sapere) e un parola del dialetto meneghino “indiriss” (indirizzo), conclusa con il “sì” tedesco.

Le cose non migliorano quando il vigile gli parla in italiano, in quanto la frase che ne scaturisce conduce a una sorta di parossistico delirio linguistico:

Per andare per dove dobbiamo andare… per dove dobbiamo andare, così: una semplice informazione!

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