La domenica a pranzo, invece, è la volta della Socera. Oggi, fortunatamente, ci sono i “rospetti in postacchio” e non ci possiamo lamentare (se non per il fatto che Maria Pia si è “dimenticata” che siamo in 6 in famiglia). Anche il roastbeef (il cosiddetto “piccione”) ci ha meravigliato per la tenerezza, complimenti Mariapì!
Le tagliatelle con il pesce passano spesso per la ruota della fortuna, come anche Raffaella ci ha abituati. Meno male che poi arriva Ninetta con le tartarughe di “Giuliani” con doppia porzione di crema e i “bomboloni”.
Se volete la “carne buona”, a un passo del Monte dell’Ascensione c’è il ristorante Santa Lucia. Attivo dal 1978, è la passione per le materie prime di qualità reperite in loco da piccoli produttori il punto di forza di questo locale.
Le tagliatelle con il sugo di piccione e gli gnocchetti: ricette classiche territoriali rivisitate con gusto moderno. Beh, non vi perdete il sapiente uso della griglia: tagliate, filetti, costate, arrosticini.
Se passate in zona Notaresco, provincia di Teramo, vi consiglio di fermarvi all’Osteria dei Sani.
In pieno centro storico, Luca Mettimano e sua moglie Barbara hanno avviato questo locale a metà tra osteria e wine bar: tra i primi consiglio maccheroncini di Campofilone con crema di zucchine e pomodorini oppure con i funghi porcini; per i secondi la tagliata e il filetto di manzo (marchigiana e chianina del consorzio Carni d’Abruzzo). Non dimenticate di assaggiare la panna cotta con le mandorle. L’enoteca offre pochi ma selezionati vini abruzzesi.
Il sabato a pranzo, come consuetudine dal febbraio 2000 (cioè da quando mi sono sposato), si rigusta la cucina di mamma. Oggi, per esempio, i ravioli di ricotta e spinaci preparati con cura ieri sera (la pasta è con le uova delle galline di babbo) e conditi al dente con il sugo (produzione sempre Olivieri) e l’olio nuovo frutto delle terre Montesecco.
Il secondo per la gola di Raffaella e dei bambini: cotolette, olive ascolane ripiene e i cremini. Dopo le insalate e i pomodori (tardivi), si chiude con i caki della già menzionata campagna.
La performance del mio carissimo amico Paolo Vallorani è descrittiva di alcune mie personali giornate di caccia . In verità, in quell’occasione (mio matrimonio) era dedicata a mio fratello Roberto…
Alle primi luci del sole, se resveia lu cacciatore, se fa la barba, se fa lu shampo pù sa riveste me pare Rambo.
T’è na cartuccia pe ognì lemane, li curazzate pe li faggiane, ce vò lu sette pe la beccaccia, cartuccie a palla pe lù guardia caccia.
Iss a caccia ngi va pe’ fame, ccide solo li faggiane, se porta dù fette de pà onto e tè l’appostamento vicino a Tronto.
Sente move rrète a nà fratta, spara dù botte lù cacciatore, spara dù botte pù va a vedè… o’ povera me’ so sparato all’amiche miè!!!
I dice scusa me so’ sbaiate, so viste move pu’ so’ sparate, ‘nte lamentà ‘nta ite male, era li cartucce pe lu cinghiale.
Ripia casa che è quasi notte, oggi ha sparate 300 bbotte, ma dentro a la sacca ca’ reporta? Nu pì de ‘nzalata e du finocchie.
Oggi la giornata al contrario è stata abbastanza positiva, storni e merli per tutta la famigliola!
Benvenuto nel mio blog personale, uno strumento di comunicazione tra sparente e parteci pativo. In ogni vera conversazione c'è il rischio di essere criticati: mi impegno a rispondere in maniera corretta e veritiera.
Per saperne di più su di me clicca qui, troverai notizie sulla mia persona e attività. Buona lettura!
Commenti recenti