Il pugilato (oppure, dall’inglese: box, in francese: boxe) è uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme. E’ uno degli sport più antichi (e più belli) che si conoscano.
Nei graffiti preistorici risalenti al III millennio prima di Cristo e conservati presso il British museum of London è possibile riconoscere le figure di persone che combattono con i pugni chiusi. Le prime sfide competitive nella storia umana sono testimoniate dagli inni e leggende delle civiltà della mesopotania e dell’antico egitto. In Egitto era guardia scelta del faraone Ramses II la tribù guerriera Shardana proveniente dall’isola di Sardegna, dove sono state ritrovate al suo interno numerose statue di pugili del primo millennio che secondo l’archeologo e accademico dei lincei professore Giovanni Lilliu precedono la statuaria greca e gli stessi racconti omerici. L’epica sumera, l’inno di Shulgi o i racconti di Gilgamesh, sono pieni di riferimenti su incontri di pugili e di lottatori che si affrontavano con audacia in combattimenti selvaggi e brutali.
Il tempo che ho a disposizione, purtroppo è molto limitato, per cui dopo mesi di inattività sono riuscito a fare qualche ripresa di sacco, finalmente … ma che fatica…
Dura (come al solito) la scelta del ristorante… alla fine si è scelta la soluzione più economica. Ecco alcune foto della festa.
Nella prima foto a sinistra trovate le famose Winx di San Benedetto (Ninetta e Carla Winx). Se volete incontrarle anche voi, le trovate ogni domenica alle 13 circa al caffè Florian o comunque ogni sera alle 19.30 al corso. Richiestissime! Miticheeee
Poi nelle successive trovate la festeggiata con le nipoti. Segnalo nell’ultima foto Zorro la Socera
Magi è la traslitterazione del termine greco magos (μαγος, plurale μαγοι). Si tratta di un titolo riferito specificamente ai re-sacerdoti dello Zoroastrismo tipici dell’ultimo periodo dell’impero persiano.
Per il Vangelo di Matteo i Magi sarebbero stati le prime autorità religiose ad adorare il Cristo e quindi, dei tre doni che essi portavano con sé, da questo punto di vista, il più importante era l’ultimo, la mirra. Si tratta di una pianta medicinale da cui si estrae una resina gommosa, che veniva mescolata con oli per realizzare unguenti a scopo medicinale, cosmetico e anche religioso: la parola Cristo significa proprio unto, consacrato con un simbolico unguento, un crisma, per essere re, guaritore e Messia di origine divina.
Ebbene, sono giunti da Oriente a Gerusalemme per adorare il bambino Gesù, il re dei Giudei che era nato. Sulla base dei tre doni portati, oro, incenso e mirra, sono tre e si chiamano Melchiorre, Baldassarre e Gaspare.
Eccoli qui in visita presso la nostra parrocchia
Poi, la consegna delle letterine e la benedizione.
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