Monthly Archive for novembre, 2008

Don Tapscott a Milano

Ho appena finito di leggere il suo libro “Wikinomics” ed ecco l’autore Don Tapscott subito a Milano, dove ha tenuto un talk di un paio d’ore ospite della Ruling Companies Association.

Davanti ad una platea piena zeppa di manager e quadri provenienti da moltissime aziende, il guru canadese ha riproposto i concetti alla base della Wikinomics fornendo un interessante esempio:

La teoria: il modo di fare business delle aziende deve cambiare e rinnovarsi mutuando i meccanismi di “mass collaboration” sviluppatisi nel contesto web 2.0. Le aziende devono cooperare, aprirsi verso esterno, condividere alcune proprietà intellettuali, agire globalmente.

Follia?

Vediamo l’esempio (è storia nota ma sempre interessante): la Goldcorp è un’azienda mineraria specializzata nell’estrazione dell’oro che disponeva di molti e preziosi dati geologici ma non riusciva ad interpretarli nel modo corretto. Non riuscivano, insomma, a capire dove scavare. Il suo CEO Rob McEwan ha pensato bene di pubblicare on line queste preziose informazioni raccolte a partire dal 1948 e lanciare un appello affinché qualcuno proponesse nuovi metodi di interpretazione. Il premio per chi avesse fornito informazioni utili a trovare l’oro era di 575mila dollari. I partecipanti al contest hanno identificato 55 nuovi punti di scavo.

Potremmo dire che aprirsi al mondo paga.

Ciò detto, riporto anche alcune idee sparse raccolte durante il talk:

Continua da sopra:

- La crisi sta colpendo pesantemente le banche e queste (così come qualsiasi altra azienda operante oggi in qualsiasi business), necessitano di un modulo operativo completamente rinnovato. Il cambiamento deve ruotare attorno alla collaborazione, ora straordinariamente potenziata dagli strumenti disponibili nella nuova rete.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a due enormi cambiamenti:

- Quando è nata, Internet era una piattaforma per la presentazione dei contenuti. Oggi è diventata una piattaforma per fornire servizi, un immenso computer. Un altro mondo rispetto a quello delle Dot.com, spazzato via dalla bolla del 2001.

- Oggi le nuove generazioni sono cresciute con internet. Sono “digital natives” che non temono la tecnologia e quasi non la percepiscono. La vivono come un dato di fatto, la accettano come avviene per l’aria che respirano. Alcuni li chiamano Millennium generation, altri generation Y. Per Tapscott è la “Smartest Generation”, resa migliore e non peggiore dall’uso di Internet, con cui non sottrae tempo allo studio o allo sport, ma alla Tv.

E poi ancora:

- Obama non è stato eletto. Ha creato un “social movement” usando gli strumenti on line. L’elezione è quasi un effetto collaterale.

Da Alessio Jacona

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Si mangia da nonna Maria Pia.

La domenica a pranzo, invece, è la volta della Socera. Oggi, fortunatamente, ci sono i “rospetti in postacchio” e non ci possiamo lamentare (se non per il fatto che Maria Pia si è “dimenticata” che siamo in 6 in famiglia). Anche il roastbeef (il cosiddetto “piccione”) ci ha meravigliato per la tenerezza, complimenti Mariapì!

Le tagliatelle con il pesce passano spesso per la ruota della fortuna, come anche Raffaella ci ha abituati. Meno male che poi arriva Ninetta con le tartarughe di “Giuliani” con doppia porzione di crema e i “bomboloni”.

Poi un solo grido: FORZA SAMB!

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Graziano: ti puoi fidare.

Se volete la “carne buona”, a un passo del Monte dell’Ascensione c’è il ristorante Santa Lucia. Attivo dal 1978, è la passione per le materie prime di qualità reperite in loco da piccoli produttori il punto di forza di questo locale.

Le tagliatelle con il sugo di piccione e gli gnocchetti: ricette classiche territoriali rivisitate con gusto moderno. Beh, non vi perdete il sapiente uso della griglia: tagliate, filetti, costate, arrosticini.

L’originale tiramisù…è buono furia.

A presto Grazià!

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In ricordo di Stefano Tesoro

Volevo ricordare con questo post il mio amico Stefano Tesoro, che qualche mese fa è tornato alla casa del Padre. E lo voglio fare riportando le parole di Nicolino, in occasione della morte di mio suocero Giggino, che molto hanno aiutato me e mia moglie Raffaella in quell’occasione. E’ un messaggio lasciato da Nicolino sulla segreteria telefonica di Raffaella e Alessandra, per cui le ripetizioni e imperfezioni sono dovute alla mia difficoltà di riportarle scritte.

Così diceva Nicolino:

… oso usare questa modalità per il prorompente desiderio di farvi sentire anche fisicamente con la mia voce, la mia presenza e comunione con voi e condividervi, dentro questa circostanza, e assicurarvi la mobilitazione di tutta la mia mendicanza al Signore attraverso la Madonna perchè vostro papà sia accompagnato e si ritrovi tra le braccia del Mistero che è Padre Eterno, Uomo e Misericordioso e gli sia concesso il riposo e la pace eterna cioè la vita eterna, cioè la pienezza della vita, cioè la vita vera.

V’invito insieme a me a lasciarvi richiamare dalla provocazione di questa circostanza, circostanza che è inevitabile per ogni uomo, perchè innanzitutto per noi la vita, sia riguardata la vita, la nostra vita in ogni suo istante, perchè la vita in ogni suo istante sia nella continua tensione al rapporto con chi è la consistenza di tutto, il mistero da cui tutto è originato e in cui tutto consiste e a cui tutto è destinato e che si è rivelato come uomo in Cristo Gesù.

Non possiamo non lasciarci riprovocare da questa circostanza perchè la vita, nella vocazione che ci è stata concessa, donata, sia questa adesione e rapporto con chi è consistenza di tutto.

Tutto deve essere per questa adesione, obbedienza a chi è la consistenza di tutto. Mai dimenticando ma nella continua coscienza che deve essere sempre richiamata, che tutto è per il Destino cioè tutto è per la Vita Eterna, la vita vera, la vita piena. Cristo, il rapporto con lui presente, riconosciuto presente, ci rende possibile e ci assicura già fin d’ora.

Questo richiamo è proprio inevitabile perchè tutto è per questo. Se non è in questo è nella menzogna. Perchè questo essenzialmente, con parole essenzialissime, non possiamo non ritrovarcelo come urgenza, richiamato come urgenza nella morte di vostro papà.

Non potevo mancare nel farvi sentire minimamente questa mia presenza e questa comunione e questo richiamo che innanzitutto coinvolge e richiama voi, noi. Il nostro dolore lo offriamo a Cristo perchè possiamo ritrovarci sempre amici così per l’unica e vera ragione della nostra amicizia. Perchè ripari la nostra personale infedeltà e perchè, come sempre ci siamo richiamati, chi non lo conosce lo possa riconoscere, possa riconoscere il Mistero fatto carne, l’unico Salvatore, Redentore dell’uomo.

Perchè la vittoria di Cristo risplenda dentro ogni momento della vita degli uomini…

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La boxe: coraggio, forza, intelligenza.

Definizione su wikipedia: “il pugilato (o boxe, dal termine inglese boxing) è un’arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme, tra due atleti che si colpiscono a pugni chiusi. Conosciuto anche come la “nobile arte”, in cui escono le caratteristiche migliori dell’uomo: il coraggio, la forza, l’intelligenza.”
Le sue precise origini non sono note, alcune recenti scoperte sull’isola di Creta ritengono la sua nascita verso il 1500 AC. Omero nell’Iliade parla di un combattimento tra due uomini: il poema risale al 1800 AC circa.

Altre prove indicano che il pugilato già faceva parte dei Giochi Olimpici dell’antichità sin dal 688 AC. Vi sono riferimenti sul pugilato sia ne La Repubblica che nel Gorgia di Platone e nemmeno il poeta Pindaro rimase insensibile al suo fascino, elogiando un campione olimpico del 474 AC. 

Il pugilato, insieme alla corsa, alla lotta e all’uso delle armi, faceva parte dell’educazione di un giovane uomo nella Grecia antica. Nei tempi dei romani il pugilato si diffuse ma divenne molto più violento: si combatteva a mani nude con lacci di cuoio spesso rinforzati da placche di piombo. Non era raro che i combattimenti finissero in tragedia.

Dopo la caduta di Roma nel V secolo DC, il pugilato scomparve e non se ne ebbero più notizie fino al 1681 quando un giornale inglese parlò di un combattimento. La boxe iniziò a prendere la forma da noi conosciuta quando James Figg si autoproclamò primo campione inglese dei pesi massimi, titolo che fu suo dal 1719 al 1730. La boxe divenne negli anni della rivoluzione industriale lo sport dei lavoratori e godette di grande popolarità.
Ma fu solo grazie a Jack Broughton, uno dei successori di Figg, che il pugilato ebbe nel 1734 le sue prime regole scritte.

Il pugilato è considerato qualcosa di più di uno sport, è una nobile arte. Beh, per chi non lo ha mai praticato, parlare di “nobile arte” può lasciare perplessi; vi assicuro che è uno degli sport più appassionanti ed educativi.

Concludo con un video interessante :) durante un allenamento in palestra…

Vi aspetto al palazzetto dello sport di San Benedetto del Tronto, numerosi.

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Italia, la ricchezza sono i valori

Riprendo un contributo di Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la sussidarietà, sulla crisi economica e finanziaria.

… Già dieci anni fa, nell’aprile del 1998, Don Giussani scriveva su un quotidiano nazionale che <l’unico dio reale nella società di oggi è il soldo. Eppure tutto il potere in atto, nella sua impotenza, sembra tante volte non offrire neanche un accenno di speranza per il popolo. Così che gli uomini, quando guardano l’orizzonte, e anche il cielo, debbono accusare paura. E anche i più saggi del mondo, coloro che passano per ispiratori della verità dell’uomo e del benessere del popolo, i guru, non sanno che fare>. La risposta a questa crisi non può limitarsi quindi alle pur sacrosante misure per rilanciare l’economia…

Buona lettura.

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Qua si mangia bene – Notaresco.

Se passate in zona Notaresco, provincia di Teramo, vi consiglio di fermarvi all’Osteria dei Sani.

In pieno centro storico, Luca Mettimano e sua moglie Barbara hanno avviato questo locale a metà tra osteria e wine bar: tra i primi consiglio maccheroncini di Campofilone con crema di zucchine e pomodorini oppure con i funghi porcini; per i secondi la tagliata e il filetto di manzo (marchigiana e chianina del consorzio Carni d’Abruzzo). Non dimenticate di assaggiare la panna cotta con le mandorle. L’enoteca offre pochi ma selezionati vini abruzzesi.

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Will it blend? That is the question!

Settore dei contenuti generati dalle aziende: la BlendTec, un produttore di frullatori, è la case history profittevole con la divertente serie di video virali “Will it blend?”.  Idea originale quella di George Wright, che ha pensato di frullare, davanti ad una telecamera, alcuni prodotti molto desiderati dai consumatori…

Grazie a questa iniziativa, promossa da un enorme passaparola e con un budget di soli $50, la BlendTec ha raggiunto questi risultati:

65 milioni di views su YouTube
120 milioni di views sul web istituzionale
Fatturato: crescita del 700%

I rischi? “The biggest risk is to not do it”, come recita l’articolo.

Le piccole aziende possono avere una grande presenza, le regole sono cambiate…

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Okinawa, elisir di lunga vita

Ho letto qualche giorno fa un’intervista alla dott.ssa Stefania Setti (medico nutrizionista) su Humanitas riguardo ad un’isola del Giappone dove si trova la più alta concentrazione di ultracentenari, arzilli e attivi anche da anziani.

A Okinawa c’è una maggiore cura (già tipica di tutto il Giappone) verso la preparazione dei piatti e il maggiore utilizzo di alcune spezie oltre al maggiore consumo di verdura. Okinawa, infatti, è un’isola importante dell’arcipelago delle Ryukyu, posta tra il Mar Cinese e l’Oceano Pacifico. Pur essendo giapponese, insomma, risente anche dell’influsso cinese riprendendo alcune tradizioni alimentari come i piatti di verdure. Inoltre, il cibo è preparato con amore. Nulla ha a che fare con i piatti pronti o cucinati e mangiati di fretta tipici della nostra epoca. Le operazioni di cucina sono spesso accostate al termine ‘tiandaa’ che significa ‘sto facendo qualcosa con amorevole sollecitudine’ oppure ‘di elaborato’. Lo stile di vita, poi, è rilassato, senza stress, si è più ottimisti ed attenti al lato spirituale. Nutrire lo spirito e la psiche, insomma, contribuisce a rimanere giovani e in forma se associato con la dieta giusta. Inoltre, a Okinawa si prediligono cibi ancora meno calorici rispetto al resto del Giappone. Si predilige il consumo di alimenti a bassa densità calorica come, per esempio, i cereali integrali che, ricchi di fibra, danno un maggiore senso di sazietà. Inoltre, per insaporire le pietanze si usano molto le spezie, che hanno un potere calorico irrilevante, ma contengono sostanze utili per la salute. Una di queste è il curry, che contiene curcuma (la curcumina ha un potente effetto antinvecchiamento ed è un ottimo rimedio contro la morte neuronale e l’invecchiamento cerebrale).

Continua la dott.ssa Setti:

I miei consigli per rimanere giovani, applicabili ovunque, sono quelli di non mangiare mai oltre la sazietà, preferire alimenti a bassa densità calorica, ricchi di fibra, vitamine e minerali (cereali integrali, frutta e verdura fresche di stagione), per insaporire i piatti usare spezie ed erbe aromatiche così da limitare l’uso del sale e dei grassi, consumare pesce almeno 3 volte a settimana, limitare il consumo della carne, in particolare quella rossa, bere tanta acqua e tè verde e limitare il consumo di zucchero e condimenti preferendo quelli di origine vegetale come l’olio di oliva da consumare preferibilmente a crudo. E, se possibile, rallentare i ritmi e gustarsi il cibo con amore.

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Si mangia da nonno Gigi e nonna Carina

Il sabato a pranzo, come consuetudine dal febbraio 2000 (cioè da quando mi sono sposato), si rigusta la cucina di mamma. Oggi, per esempio, i ravioli di ricotta e spinaci preparati con cura ieri sera (la pasta è con le uova delle galline di babbo) e conditi al dente con il sugo (produzione sempre Olivieri) e l’olio nuovo frutto delle terre Montesecco.

Il secondo per la gola di Raffaella e dei bambini: cotolette, olive ascolane ripiene e i cremini. Dopo le insalate e i pomodori (tardivi), si chiude con i caki della già menzionata campagna.

Vi terrò aggiornato sui prossimi menù…

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